20.000 Pieghe, 20.000 emozioni

Si è conclusa gìa da un po' la mia prima esperienza alla 20.000 Pieghe ma i ricordi sono tanti e talmente emozionanti che non so da dove iniziare il mio racconto. Di cosa sto parlando? Sto parlando del raid motociclistico più famoso in Italia, organizzato dal Motoclub Motolampeggio capitanato da Daniele Alessandrini.

La prima volta che ho sentito parlare di questa manifestazione sul forum di Daidegas ho pensato "naaaa non fa per me, 20.000 pieghe… con questo nome sará di sicuro qualcosa di tostissimo e fuori dalla mia portata".  A gennaio avevo appena ripreso la moto dopo 7 lunghi anni di inattivitá e mi sembrava presto per lanciarmi in un'avventura del genere ma l'idea di partecipare con la squadra Daidegas mi ha spinto ad iscrivermi.

Con il passare del tempo e l’avvicinarsi della partenza sono arrivate tante belle sorprese che mai mi sarei immaginata. Suzuki ci ha messo a disposizione 3 nuovissime Katana gommate Dunlop, Spidi ci ha vestito di tutto punto, Caberg ci ha fornito i comodissimi caschi modulari e Cellularline l’interfono. Un trattamento da veri VIP.

L’ansia inizia a salire, ce la faró? Non guido da tanto e 3 giorni di passi di montagna sono belli impegnativi. Su su Elisa, scaccia via la paura e pensa solo a divertirti. Felice e emozionata come una bambina mi presento presso il concessionario Motoservice di Pordenone per incontrare i miei compagni di avventura. Nemmeno il tempo di scendere dalla macchina e giá mi brillano gli occhi, tre nuovissime Katana, di cui due equipaggiate con scarico Akrapovic e una Suzuki GSX-S 750 Yugen Carbon sono lí in bella mostra pronte per noi.

Emozionate come se fosse Natale carichiamo tutti i bagagli nel furgone, indossiamo l’abbigliamento nuovo e partiamo alla volta di Arta Terme, base della manifestazione.Con la mia Katana è amore dal primo metro, capisco subito che saranno 3 giorni sicuramente divertenti.

Ad Arta Terme ci viene assegnato l’hotel e ci viene consegnato tutto il materiale. Il briefing mette chiarezza nella mia mente confusa ma ammetto di essere intimorita dal roadbook. Riusciró a non perdermi? Ovviamente no e lo scopriró nella prima tappa.

Iniziamo subito con panorami mozzafiato sconfinando in Austria attraverso il Passo Monte Croce Carnico, primo dei tanti passi che ci attendono in questi 3 giorni di avventure rientriamo in Italia per salire a Passo Pramollo, primo punto selfie della giornata.

Oltre ai controlli orari i punti selfie servono a dimostrare il nostro passaggio lungo il percorso corretto per accumulare punti per la classifica finale. Sconfiniamo ancora per percorrere qualche chilometro lungo le strade della Slovenia e rientriamo in Italia per la prima prova speciale, ovvero un determinato percorso da percorrere in un tempo definito, in questo caso 14Km da percorrere in 20 minuti esatti. Chi piú si avvicina al tempo esatto prende piú punti, caspita qui sono tutti preparatissimi con tanto di cronometri mentre io provo ad usare il cellulare. Nonostante la competizione il clima tra i partecipanti è disteso e allegro e le pause diventano occasione per fare nuove piacevoli conoscenze.

Piccolo attimo di sconcerto dopo pranzo quando ho perso il mio gruppo e mi sono ritrovata sola, per fortuna per pochissimo tempo perché il bello di questa manifestazione è proprio lo spirito di amicizia che caratterizza i partecipanti. Il sole ci abbandona e la pioggia ci accompagna lungo la tortuosa salita di Passo Rest. Nonostante gli imprevisti raggiungo il traguardo in perfetto orario, a riprova di quanto questa manifestazione sia pensata per godersi i panorami senza troppo stress e senza correre.

Le due tappe successive scorrono veloci tra passi tortuosi, laghi incontaminati e paesaggi da cartolina. Nonostante la tanta pioggia presa nell’ultima tappa arrivo al punto piú temuto… la salita del mitico Passo Zoncolan. Ammetto di non aver dormito la notte quando ho sentito che ci sarebbe stata questa salita da percorrere, per di piú le previsioni erano pessime. Per tutta la tappa nella mia mente è stato un susseguirsi di “no no non ce la faccio”, “certo che ce la faccio, su Eli sai guidare!” “eh ma sul bagnato, no no non ce la faccio” “ma si se la fanno tutti ce la faccio anche io”.  Arrivo alla partenza della salita, non piove piú e la strada è addirittura asciutta, guardo i miei compagni di tappa che mi danno coraggio e via, ho deciso, la faccio!

Arrivo in cima tranquilla con un piccolo tentennamento all’ultimo terribile tornante a destra, sono felicissima e super orgogliosa di me stessa! Guardo l’orologio e mi accorgo di essere terribilmente in ritardo sulla tabella di marcia, non mi fermo nemmeno a farmi una foto ricordo (ma tanto ho deciso che ci torneró anche con la mia moto) e giú verso il traguardo dove riesco ad arrivare in orario con la mia squadra e insieme ad un’altra ragazza con cui ho condiviso due tappe oltre che tante risate.

La mia avventura da mototurista sprovveduta si è conclusa incredibilmente con il primo posto nella categoria Lady, condiviso anche con la mia nuova amica, che gioia!  

Ma le sorprese non finiscono qui perché per festeggiare questo bel risultato Spidi e Caberg mi omaggiano del materiale che ho utilizzato. Wow, sono davvero senza parole e se è un sogno per favore non svegliatemi.

Sono stati 3 giorni di curve e panorami mozzafiato, 1100km percorsi circondata da motociclisti allegri ed amichevoli. 3 giorni ricchi di emozioni uniche che porteró sempre con me.

Grazie di cuore a Daidegas per avermi dato la possibilitá di vivere tutto questo ed in modo cosí speciale. Grazie agli organizzatori ed allo staff per aver messo in piedi una manifestazione cosí ben organizzata e per aver sempre avuto un sorriso  (anche sotto il diluvio) ed una parola di incoraggiamento. Grazie a Suzuki per avermi fatto vivere questo sogno in sella alla Katana, mi ci sono davvero trovata benissimo e non passava inosservata. Grazie a Spidi che ci ha viziati mettendoci a disposizione il completo da touring H2Out Voyager 4, stivali e guanti ed a Caberg per i nuovissimo casco modulare Levo, ogni volta che li useró penseró alla 20.000.

E per finire grazie a tutti i partecipanti, se questa manifestazione è riuscita cosí bene molto è anche per merito vostro, torno a casa felice e con nuovi amici nel cuore.

Non mi resta che aspettare l’apertura delle iscrizioni alla 20.000 pieghe 2020!!