A Misano con Suzuki

Vi siete mai chiesti cosa si prova a vedere una delle gare più attese del motomondiale dal vivo? Quali emozioni si vivono nel paddock e nei box? Cosa succede nelle tribune dedicate alle varie squadre?

Bene ve lo raccontiamo noi, che grazie all'invito di Suzuki Italia, abbiamo avuto la possibilità di vivere il GP di San Marino direttamente dalla coloratissima tribuna Suzuki. Personalmente non potevo immaginare modo migliore di festeggiare il bel risultato ottenuto partecipando alla 20.000 pieghe con la nuovissima Suzuki Katana!

Qualche giorno prima della gara di Misano ricevo l'invito da Barbara Moscato di Suzuki Italia: biglietto per la tribuna Suzuki  per sabato e domenica, parcheggio auto o moto riservato, T-Shirt e cappellino Suzuki, fantastico! In questa avventura poi non sarò sola, avrò la compagnia di Edoardo, un autore del magazine.

Si inizia alla grande! Parcheggio comodissimo a pochi metri dalla tribuna D, dove sabato mattina ci accolgono i ragazzi di Suzuki per darci qualche informazione utile e consegnare il kit: 2 T-Shirt Suzuki Misano 2019, cappellino e braccialetto, indispesabili per l'accesso al settore dedicato della tribuna nonchè alla seconda hospitality dedicada ai tifosi dove poter godere di ombra, bevande fresche e comodi pouff sui quali riposare.

Ci godiamo le prove e le qulifiche dalla tribuna risevata alla tifoseria Suzuki, i posti sono preassegnati quindi possiamo liberamente alzare ed andare a rinfrescarci nell'hospitality senza l'ansia di non trovare più posto. L'atmosfera di festa è contagiosa ed arriva al culmine con l'arrivo dei piloti del team Suzuki Ecstar per la sessione di autografi. Alex Rins e Joan Mir sono sorridenti e disponibili con tutti i tifosi per autografi e foto ricordo. 

 

Manca poco alle 19 del sabato, la giornata è stata lunga e piena di eventi; le prove del GP, l’incontro con i piloti del team Suzuki Ecstar in mezzo ad una folla esaltata di tifosi nonché i piacevolissimi meeting con altri utenti del forum Daidegas nei più disparati punti del circuito.

Ora siamo tutti riuniti davanti l’entrata principale dell’autodromo di Misano aspettando il via per accedere al paddock che si va piano piano svuotando e dove la confusione frenetica della giornata appena conclusa lascia il passo ad una calma che si fa di minuto in minuto sempre più consistente.

Arriva il gentilissimo Gabriele Carè di Suzuki Italia con un fantastico ciuffo di pass paddock in mano, ci raduna intorno a sé, come un allenatore prima di un incontro, e comincia ad illustrarci le regole alle quali dovremo attenerci per accedere al “santa sanctorum” della Suzuki MotoGP: il Box.

Sbrigate le formalità sulle norme di comportamento, finalmente, varchiamo i cancelli del circuito ed entriamo in un mondo fantastico fatto di mega hospitality sempre più grandi ed avveniristiche; sembra quasi facciano gara anche in questo i vari team impegnati nel motomondiale.

Passeggiamo tra file di camion-trasformer, sfilando tra i “ritrovi” delle squadre; all’interno delle hospitality oramai semi vuote si vedono solamente gli addetti ai lavori che freneticamente camminano avanti ed indietro per sistemare e preparare il tutto per il giorno seguente.

All’esterno gente famosa e non gironzola allegramente; incrociamo il buon Carletto Pernat appollaiato su uno scooter con i suoi immancabili occhiali da sole aerodinamicissimi. Ci avviciniamo per chiedergli un pronostico della gara, ma gentilmente ci dice che è troppo presto e di chiamarlo domani mattina.

Poco più avanti i bilici della Clinica Mobile dove il via vai di piloti, medici e fisioterapisti non si arresta quasi mai.

Proseguiamo per qualche altra decina di metri ed arriviamo alla fine del primo “corridoio” del paddock, circumnavighiamo l’ennesimo “camion espanso” e ci ritroviamo dal lato opposto; alla nostra destra ora abbiamo il retro delle hospitality mentre sulla sinistra, ordinatissimi, i camion officina parcheggiati davanti ai Box.

Giunti davanti a quello Suzuki veniamo divisi in due gruppi e “subiamo” un ulteriore briefing su come comportarci. Siamo nel mezzo dei due camion proprio di fronte all’entrata del tanto agognato Box nonché sotto al “castello” di cui parleremo a breve.

Intenti ad ascoltare le raccomandazioni del responsabile della logistica del team ci sentiamo battere su una spalla e rivolgere un cordialissimo: “permesso, posso passare?”, neanche il tempo di realizzare chi o cosa ed il Team Manager Davide Brivio ci sorpassa per infilarsi “in casa sua”.

Terminata anche la seconda sessione di istruzioni finalmente inizia la parte della visita più succosa ed il nostro gruppo viene invitato a visitare per primo il misterioso castello del Team.

La Suzuki, al contrario di tutte le altre squadre del motomondiale, non ha un team satellite quindi è autorizzata ad accedere al paddock solamente con due camion officina; questo limita molto la disponibilità di spazio che viene generalmente sopperita dalla presenza dei camion dei team satelliti appunto parcheggiati a fianco del team ufficiale.

Per ovviare a questa limitazione il Team Ecstar MotoGP ha adottato un’elegante soluzione; Una volta aperti i camion officina, a mo’ di ponte sopra di essi, viene realizzata una struttura sopraelevata, sembra quasi di stare su di uno yacht, dove trovano posto una serie ben specifica di locali.

Il primo che incontriamo, serrato a quadrupla mandata, è la sala ricambi della quale purtroppo possiamo ammirare solamente il battente chiuso, proseguendo sul camminamento in stile marinaro un’altra porta ci permette di sbirciare dentro la “cameretta” di Joah Mir, quella di Alex Rins è sul lato opposto, delle salette dove i piloti si possono rilassare durante i faticosi week end di gara.

 

 

Arrivati nella parte posteriore ci ritroviamo su una splendida terrazza, la lounge del team, dove ci fermiamo ad ammirare lo spettacolo del paddock visto da posizione rialzata ed a fare qualche domanda sulla composizione e gli incarichi del team, questa area è richiestissima anche per eventi ed interviste.

Con la gentilezza alla quale oramai ci hanno abituati tutti i membri della squadra ci spiegano che il Team Suzuki Ecstar è composto da circa 40/45 persone che possono arrivare a 50/55 quando è presente in pista anche il collaudatore della casa di Hamamatsu per la MotoGP Sylvain Guntolì. Ognuno dei membri ha, ovviamente, un compito specifico, ma che nessuno si tira indietro nel dare una mano anche in altri campi. Soprattutto nelle faccende più faticose come il montare e lo smontare l’intera struttura sulla quale ci troviamo.

Continuiamo il giro del castello e, come anticipato, troviamo la saletta relax di Rins più due ulteriori sale/ufficio; una in stile “regia”, con computer vari, dove gli ingegneri si riuniscono per analizzare i dati della telemetria raccolti nelle sessioni di prove, mente la seconda in stile “aula di scuola” è adibita alle riunioni di tutto lo staff tecnico della squadra.

Concluso il tour del castello, con non poca eccitazione, ci dirigiamo finalmente all’interno del Box vero e proprio. Percorso uno stretto corridoio ad elle sbocchiamo nell’illuminatissimo e quasi integralmente blu metallizzato “garage da gara” della Suzuki MotoGP.

Ci sono tutte e 4 le moto, due dentro al Box più le due pronte per la gara dell’indomani messe in parata sulla pit lane pronte per essere fotografate a più non posso.

 

Il Box è ordinato e pulitissimo, le moto tirate a lucido risplendono sotto i neon che illuminano quasi a giorno tutta la stanza; fuori il tramonto comincia a tingere con alcuni lievi toni di rosso l’ambiente circostante mettendolo in netto contrasto con l’illuminazione quasi da sala operatoria che c’è all’interno.

Non sappiamo dove andare tante sono le cose da vedere, cominciamo a scattare foto, molte (i video sono vietati) oltre a fare dentro e fuori tra Box e pit lane come jack russel impazziti.

Su una sedia nel fondo del Box Davide Brivio è ancora al lavoro con alcuni dei suoi tecnici; ci avviciniamo per un saluto al quale risponde molto cordialmente oltre a concedersi per una foto.

Ad un certo punto spunta anche Alex Rins, il quale però va diretto al muretto a parlare con altri membri del team, decidiamo di non importunarlo……… o meglio dopo un’occhiataccia da parte di uno dei responsabili decidiamo di non importunarlo.

Il rettilineo di Misano è illuminato solamente dal sole che sta tramontando e dalle luci accese nei vari Box, sembra irreale la tranquillità che c’è in questo momento, ma come a voler ricordare la frenesia che invaderà nuovamente il circuito da lì a poche ore poco più avanti viene accesa una MotoGP la quale riempie l’aria con il suo meraviglioso frastuono.

La visita sta per concludersi, giusto il tempo di sbirciare altri particolari delle bellissime Suzuki GSX-RR e fare qualche foto di gruppo, che ci ritroviamo nuovamente a passeggiare nel paddock verso l’uscita.

Terminato il giro riconsegniamo, purtroppo, i pass e salutiamo lo staff di Suzuki Italia, sono stati realmente tutti gentilissimi e molto disponibili, che ci ha permesso di vivere questa magnifica giornata.

Per fortuna, manca ancora la gara di domani…

Eccoci pronti e carichi per la giornata della tanto attesa gara, il circuito è letteralmente preso d'assalto fin dalle prime luci dell'alba dalla marea di tifosi. Ci posizioniamo in tribuna per assistere alla prima gara della giornata, la Moto3. Siamo in un puntro strategico della pista, vicino alla curva del carro, teatro di sorpassi al cardiopalma e della scaramuccia in qualifica tra Rossi e Marquez. 

Il tempo passa in fretta tra un sorpasso e l'altro ed è già ora della Moto2, le emozioni si fanno sempre più intense in attesa dei campioni della MotoGP. Poco prima della gara la tribuna si arricchisce di bandierine Suzuki, la regia inquadra la nostra tribuna e scoppia il delirio. Siamo bellissimi da vedere, una marea azzurra in festa. Bellissimo anche lo striscione di incoraggiamento che in men che non si dica i tifosi srotolano su tutta la tribuna. 

 

Finita la gara passiamo a lustrarci ancora gli occhi nell'hospitality, dove fanno bella mostra una Katana e una bellissima GSX-R1000R Texas Edition, già presente anche al Mugello.

Il fiume di persone si avvia ai cancelli ed è tempo anche per noi di salutare e ringraziare Barbara Moscato, Gabriele Carè ed i ragazzi di Suzuki che hanno reso il nostro fine settimana memorabile.