Addio al Museo delle Moto di Giancarlo Morbidelli

 

 

 

 

 

Dopo i rumors dei giorni scorsi, che davano per certa la fine del noto museo, oggi, giungono dall'Inghilterra, notizie più attendibili. Il Museo Morbidelli di Pesaro ha chiuso definitivamente. Si vocifera nell'ambiente motoristico, che le 350 moto saranno messe all'asta in Inghilterra e salvo colpi di scena dell'ultimo minuto, non avremo più la fortuna di ammirarle nel nostro Paese. 
Già nel mese di febbraio, si parlò di una cessione. Gianni Morbidelli, figlio del fondatore Giancarlo, lamentava delle troppe parole al vento e delle vane promesse di dei vari enti locali. Nel 2016, tante speranze, molte rassicurazioni. Il territorio, non poteva permettersi di perdere un patrimonio così grande. Venne addirittura chiamato in causa, il Ministero dei Beni Culturali, ma alla fine, tutto finì in una bolla di sapone.
I nomi dei possibili acquirenti si sprecano, tra ipotesi bizzarre o meno, resta il fatto che, ancora una volta, l'Italia dice addio ad un altro suo patrimonio. Oltre 350 moto uniche, erano ospitate, all'interno del museo di motociclette storiche, più bello d'Europa ed uno dei primi al mondo. Chi di voi, ha avuto la fortuna, come me, di visitarlo, ha potuto apprezzare l'ampio spazio dedicato ad ogni esemplare ed il perfetto ordine espositivo. La pellicola a specchio collocata sul pavimento, permetteva al visitatore, di osservare ogni "mezzo" a 360 gradi, senza perdere neppure un particolare. Tutto era presentato nel migliore di modi, senza lasciare nulla al caso. Si partiva, ovviamente, dalle bicilindriche.

 

 


Il fondatore, pluriottantenne, oramai non si occupa più da tempo degli affari di famiglia. Ha lottato, negli anni, strenuamente, per salvare il suo splendido Museo, ma i suoi sforzi, purtroppo, sono stati vani. Giancarlo, ha dedicato la sua intera vita ai motori. Cuore ed anima da marchigiano DOC, inaugurò il suo museo nel 2000, all'interno del suo stabilimento storico. L'idea era quella di far vivere al visitatore, l'evoluzione tecnica delle motociclette.
Ma ora il Museo non esiste più. Quasi tutti i mezzi saranno venduti al miglior offerente, tranne, pare, le Mobidelli GP e le "blasonate" di Nieto, Pileri e Bianchi. Resta tanta amarezza, non solo da parte dei pesaresi, ma anche di tutti noi, che amiamo questo mondo. Ancora una volta, abbiamo perso un pezzo della nostra storia.

Ph. Fonte Web