DDG-Magazine in moto a Capo Nord – Giorno 1

Sveglia, doccia, pronti, via. La povera BMW GS 800 carica come un camper ronfa sorniona durante i primi chilometri di marcia cittadina. L'anteriore da 21” della adventure-tourer di Monaco dona confidenza e maneggevolezza alla moto anche nelle manovre da fermo, nonostante la configurazione Hercules C130 in cui l'abbiamo conciata.

Dopo il rendez-vous con il buon Michele, ci mettiamo in cammino. I tentativi di infilare il guanto, pur se XXL, falliscono miseramente e mi rassegno a viaggiare, almeno per la mano sinistra con il solo guanto in gomma. La protezione non sarà il top, ma non ho altra scelta, visto che non sopporto altro che sia più stretto di quello. Sono passate tre settimane dal volo a Franciacorta ed i postumi si fanno ancora sentire con arroganza.

Ammetto di aver guardato con sospetto l'abbigliamento, pur dopo avergli rimosso le imbottiture. Il mio timore di fare la sauna per almeno tutta la Germania si rivelerà però infondato e, aprendo le opportune cerniere di aerazione, viaggio senza alcun rischio di formazione di muschi e licheni vari. La cosa vale anche per la testa, con il sottocasco DBX di SIX2 tiene al fresco dentro all'HJC IS Max II, che si rivela un po' rumoroso.

Superate Milano e Lecco ed imboccata la Val Chiavenna si riscopre il piacere della guida, che aumenta ulteriormente nella salita verso il Maloja Pass, ed i suoi innumerevoli tornanti, pur se sempre con uno sguardo al tachimetro, perché nella patria dell'Emmenthal non ci vanno giù tanto leggeri. Dopo Sankt Moritz arriva il secondo momento di massimo godimento, con il Fluelapass, non prima di un tratto sterrato causa cantiere stradale.

La versione 2017 della moto, che ha guadagnato l'omologazione Euro4 e, nella versione Trophy dispone anche di uno scarico diverso dalla standard, sia nella forma che nella voce, non sembra aver perso verve, sia in accelerazione che in ripresa e, anche con due persone a bordo più il carico, ha brio più che sufficiente a disimpegnarsi agevolmente nei sorpassi lungo le salite che incontriamo.

Il bicilindrico in linea bavarese non disdegna nemmeno lunghe sgambate a velocità da autobahn, che incontriamo dopo aver pranzato in Engadina, attraversato il Liechtenstein ed un tratto di Austria. Gli immancabili cantieri in terra di Germania, che l'anno scorso avevano costituito un pesante rallentamento ci sono ancora.

Stanno facendo lavori importanti sulla rete viaria, ma il diverso periodo rende il tutto più scorrevole. In assenza di limitazioni, sfruttiamo la possibilità di viaggiare per lunghi tratti senza limiti sulla A7, tenendo una velocità di 150-160 all'ora. Come sempre, su questa tratta, il campanile di Ulma, che si vede dall'autostrada in lontananza, ci indica che la direzione è corretta.

Arriviamo in serata alla nostra destinazione, Ebelsbach, una cittadina poco distante da Bamberga. Pernottamento prenotato con Booking.com alla Pension Maintal. Prezzo di 38 € a testa, colazione inclusa. Non ci si può trovare da queste parti senza andare  alla Pizzeria Di Maria che, per volontà del titolare, il sig. Franco, un simpatico palermitano in Germania da cinquanta anni, continua a mantenere questa denominazione anche se in realtà fa anche da ristorante e pub.

Ci fidiamo di lui e, nonostante non ami per nulla mangiare italiano all'estero, la caponata e la tagliata da 300 grammi a testa che ci serve sono da svenimento. Idem dicasi per la birra affumicata. Ottimo cibo e porzioni abbondanti, cosa volere di più? Un prezzo contenuto. Detto, fatto. Paghiamo 12,5 € a testa ed incassiamo l'invito per un caffè e quattro chiacchiere la mattina dopo.

Nei duecento metri che separano il tavolo dove abbiamo mangiato ed il letto dove dormiremo controlliamo il contakm delle moto, che ne segna 866 dalla partenza, per 61 € di benzina e 14,60 € di autostrada spesi. La prima giornata è andata. Domani ci attendono l'isola di Rugen ed oltre 700 km. Come dicono da queste parti… gute nacht!

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