Honda: ad EICMA il ritorno della Hornet?

Le maxi-naked sono tra i fenomeni del mercato attuale. Inutili per alcuni, con potenze vicine a quelle delle superbike-replica da cui derivano più o meno strettamente, per altri fascinose proprio per lo stesso motivo, sta di fatto che le varie Monster R, S1000 R, Superduke R, Tuono V4 e così via si sono conquistate il loro spazio. Non tutti i costruttori hanno però scelto l'approccio estremo.

Tra questi Honda, che ha dal 2008 a listino la CB1000 R, la quale sfrutta il motore della CBR 1000 RR my 2007, ovviamente addolcito nell'erogazione. La moto ha, di fatto, sostituito la Hornet 900. A quasi dieci anni dal lancio, la naked della casa dell'ala dorata sarebbe in procinto di rinnovarsi profondamente, fondendo in una sola moto l'essenza delle due che l'hanno preceduta, uno su tutti il nome, che potrebbe essere Hornet 1000.

cb1000r-cafe-racer-2018

Come sempre il condizionale è d'obbligo perché, al solito, conferme ufficiali non ce ne sono. Quello che è certo è che ci sarà una nuova moto, la potenza salirà, rispetto alla attuale. I tecnici di Tokyo potrebbero scegliere di impiegare il motore usato sulla Fireblade pensionata l'anno scorso, le cui radici risalgono al 2008 e che, con un'opportuna revisione del diagramma di distribuzione, volto a migliorare la fluidità di erogazione, potrebbe rientrare nelle normative Euro4.

Lo scotto da pagare sarebbe il rinunciare ad un po' dei 178 cavalli che quell'unità è in grado di erogare in configurazione sulla CBR 1000 RR Euro3 (che diventano 181 sulla versione SP), ma è facile supporre che non ci dovrebbero essere problemi a raggiungere la soglia dei 150, che verrebbero tenuti a bada con una elettronica di ultima generazione.

cb1000r-scrambler-2018

Questa dovrebbe prevedere la presenza di traction control, anti-wheeling, acceleratore ride-by-wire e quickshift, con l'opzione per il blipper. La novità correlata a questo nuovo modello, indicato come molto probabilmente presente ad EICMA 2017 da fonti vicine ad Honda, e che potrebbe essere declinato in tre differenti versioni: naked, scrambler e café racer.

Dopo la Yamaha e la sua famiglia XSR, Kawasaki con la imminente Z900RS e Suzuki con la SV650X, potrebbe toccare anche ad Honda cedere alle sirene della "customizzazione di serie", nella corsa ad erodere quote alle realizzazioni artigianali che, nel corso del tempo, si sono ricavate una fetta di mercato sempre più importante.

Le immagini postate sono rendering non provenienti da fonti Honda.

Immagini by: Acidmoto.ch