MotoGP Argentina: Crutchlow, Zarco e Rins, gli invisibili

Sono ormai trascorse quasi ventiquattro ore dalla fine del GP di Argentina della MotoGP e si è già scritto di tutto e di più su quanto avvenuto in una gara come forse non se ne erano mai viste, tra le condizioni meteorologiche che hanno mescolato le carte e, conseguentemente, i risultati delle prove e tutto ciò che è successo durante i 24 giri sul tracciato di Termas de Rio Hondo.

Cosa è successo durante la gara lo sanno tutti. Quello che invece è passato, purtroppo in sordina, è il risultato, quello per il quale tutti i piloti che hanno preso il via ieri correvano, mettendo in pericolo la propria incolumità, con questo concetto che va oltre agli episodi di gara. Il podio è stato totalmente inedito, con Cal Crutchlow, Johann Zarco e Alex Rins ad occuparne i gradini.

Come dimenticare poi Jack Miller, capace con un azzardo, di conquistare la pole position? Idem dicasi, sempre a proposito di Jackass, per come ha festeggiato la partenza al palo in griglia, vale a dire con una interminabile impennata sul rettilineo del traguardo che, da sola, valeva il prezzo del biglietto. Quello sì, che è stato spettacolo, quello vero, con l'australiano partito tre file avanti agli altri, ma comunque largamente penalizzato e poi terminato al quarto posto finale.

Ed invece? Nulla di tutto questo. Tutta l'attenzione si è concentrata sui fattacci avvenuti nelle retrovie, in modo totalmente non rispettoso per chi ha dato l'anima per tagliare per primo il traguardo, alias il pilota di un incredulo (ma nemmeno tanto) Lucio Cecchinello, tornato a vedere la sua Honda (al 750° successo nel Motomondiale) davanti a tutti, con in sella quel Crutchlow che, nella marcia di avvicinamento al round argentino della MotoGP, ha parlato del fatto che la top class delle due ruote non sarebbe estranea al mondo del doping, argomento su cui sarebbe stato mica male concentrarsi.

Ma non solo il buon Cal è stato poco considerato su un aspetto che in realtà meritava i titoloni che invece stamattina si sono letti un po' ovunque e che sono stati ottima benzina per alimentare le discussioni da bar, anche privi di ogni tipo "di ciccia". Il 32 enne di Coventry, insieme agli altri due piloti che hanno finito la gara subito dietro di lui, è stato bellamente snobbato nella conferenza post-gara, in una sala stampa semideserta perché molti, tra quelli che dovevano essere presenti, erano occupati a capire su quante riprese si sarebbe disputato un match che, per fortuna, non c'è stato.

Tra l'altro, sempre Crutchlow, nella semi-indifferenza generale, ha lasciato l'argentina da leader del mondiale. Che dire poi di Zarco, sempre più protagonista e futuro della MotoGP. Ancor di più, vogliamo parlare di Rins, che ha riportato la Suzuki sul podio? Va bene che la gara è stata assolutamente anomala, ma il risultato resta, al pari della classifica.

Viene da chiedersi, al netto degli eventuali errori della direzione gara, quanto sia stato corretto focalizzare l'attenzione su chi, alla fine, ha lottato per posizioni di rincalzo. Forse la ragione di questo risiede nel fatto che era ciò che il pubblico morbosamente chiedeva, ancora di più del risultato sportivo. Se così fosse, ci sarebbe da porsi seriamente delle domande.