MotoGP Sepang 2017: vincitori e vinti

Nel giorno in cui la Ferrari ha detto addio al mondiale Formula1 2017, un'altra rossa, la Ducati, tiene, per mano di Andrea Dovizioso, i giochi ancora aperti in MotoGP, rimandando tutto all'ultima gara della stagione, quella di Valencia che si correrà tra due settimane. Con una corsa degna del miglior copione e sceneggiatura in concorso a Cannes, a Sepang si è arrivati ad un risultato che fa contenti quasi tutti, almeno per adesso.

Primo tra tutti l'organizzatore, che al Ricardo Tormo porterà tutto il pathos di una stagione, proseguendo per la casa bolognese, autrice di un campionato per il quale forse avrebbe firmato al buio, ad inizio 2017, per andare a Dovizioso stesso, mai così vittorioso in una annata con 6 centri, al pari del capoclassifica Marquez che, con ancora 21 punti di vantaggio, ha tutte le sue ragioni per sorridere, anche se mai dire mai…

Qualcuno lo ha messo tra gli scontenti di giornata, ma probabilmente Jorge Lorenzo ha più motivi per essere su di morale che non il contrario. Il maiorchino ha messo a segno il suo terzo podio stagionale, in un crescendo di forma ed adattamento alla Desmosedici, inoltre non ha ostacolato il compagno di squadra, contribuendo all'armonia all'interno della stessa e, ultimo ma non meno importante, adesso vanta "un piccolo credito".

L'errore commesso all'ultima curva del 16° è stato tutto, fuorché una volontà di far passare il compagno. La rossa numero 99 ha davvero visto per un attimo chiudersi l'anteriore, questo al netto della segnalazione ormai famosa, della "Mappa 8" da adottare che gli è stata inviata sul cruscotto, probabilmente l'unico neo di una strategia che, il condizionale è sempre d'obbligo, forse avrebbe potuto contemplare un simile scenario a tavolino, pianificandone gli sviluppi senza bisogno di messaggi sulla dashboard.

Un altro pilota che ha un sorriso a 32 denti è Johann Zarco. Il francese, spauracchio per molti piloti, è al secondo podio del 2017 e si, ritrova, da rookie, al 6° posto nella generale, nemmeno troppo lontano dal duo ufficiale Yamaha, a cui più di una volta è arrivato davanti con la sua moto 2016 targata Tech3. E qui, in casa del brand di Iwata, arrivano le dolenti note.

La M1-2017 offre prestazioni a corrente alternata ed a Sepang la curva è stata verso un picco negativo, con Rossi 7° e Vinales 9°. Con le attenuanti del caso (la gamba rotta per il primo ed il bagnato per entrambi, che però c'era per tutti), forse il marchio dei tre diapason ha già spostato l'obiettivo sulla prossima stagione, dove probabilmente partiranno alla pari con Honda come numero di titoli vinti negli ultimi dieci anni (5 a 5).

Chi invece è lontano diciassette anni da un titolo è la Suzuki. Tanto è passato dalla conquista dell'iride da parte di Kenny Roberts jr. La GSX-RR sta ricalcando, nei risultati un po' altalenanti, il rendimento della "collega" M1, con la differenza che nella generale Iannone è 15° e Rins, il quale ha saltato 5 gare quest'anno per infortunio, è 17°, forse un po' poco rispetto al 4° posto con una vittoria e tre terzi posti ottenuti da Vinales l'anno scorso.

Si torna a sorridere se si parla di KTM. A Mattighofen le moto da corsa le sanno fare e la RC16 sta crescendo. In Malesia ha nuovamente piazzato un pilota (Pol Espargaro) in top-10, anche se il distacco dai primi è ancora importante. Da una casa in ascesa ad un'altra, Aprilia. Anche a Noale, le moto da corsa le sanno fare, ma in Malesia non c'era Aleix Espargaro, operato alla mano a causa dell'infortunio patito nella scivolata a Phillip Island e Sam Lowes ha collezionato il 7° ritiro stagionale. La RS GP però è un'altra moto le cui quotazioni sono in salita e nell'ultimo round di Valencia sarà d'obbligo provare a confermare il trend.