Nuova Yamaha YZF-R1 2020

Era il luglio del 1955 quando, pochi giorni dopo la costituzione di Yamaha Motor Company, la YA-1, prima moto realizzata dalla casa dei tre diapason, si imponeva nella cronoscalata del Monte Fuji. Da allora, il mondo racing è sempre stato nel DNA del brand di Iwata che, in occasione del round di Laguna Seca del mondiale Superbike (questi i resoconti di Gara-1, Superpole Race e Gara-2), ha presentato la nuova versione del suo prodotto di punta, la YZF-R1 2020.

Molte conferme, a cominciare dall'estetica, assai vicina a quella del my2019 e nell'architettura del motore, che utilizza ancora una volta il collaudato schema crossplane, ormai un marchio di fabbrica della supersportiva top di gamma di Yamaha. Queste prime informazioni concorrono a delineare un quadro che fondamentalmente risponde ad una domanda che gli estimatori del modello si pongono da tempo: la moto non sarà completamente nuova.

E' però profondamente sbagliato liquidare il tutto come una semplice operazione di make-up del modello 2019. Di novità, nella nuova maxi di Iwata ce ne sono, parecchie e da ogni angolo si guarda la moto, a cominciare dall'estetica, con una carena più filante e che segue i dettami dell'ultimo restyling operato sulla sorella minore R6 e promette una efficienza aerodinamica migliore del 5%.

L'occhio vuole la sua parte, ma il cervello reclama la sostanza ed ecco arrivare, sulla Yamaha YZF-R1 2020, un motore omologato Euro 5, per rispettare le normative che entreranno in vigore il I gennaio del prossimo anno. Ad Iwata vanno in parte in controtendenza, avendo scelto di non partecipare, almeno in questa tornata, alla corsa alle superpotenze a cui hanno già aderito Aprilia, BMW e Ducati.

I cavalli della supersportiva dei 3 diapason sono ancora 200, un risultato comunque notevole, considerando che si è lavorato sull'unità attuale, che mantiene come detto la configurazione crossplane (che prevede intervalli di scoppio irregolari a 270° – 180° – 90° e 180°), ma adeguata ai nuovi limiti anti-inquinamento. Per riuscire a compensare la perdita di prestazioni da essi derivanti, sono nuovi testa, camera di combustione e iniettori, adesso più vicini alla camera stessa e, tra le altre, la pompa dell'olio.

A governare il tutto un'elettronica ancora più sofisticata di quella presente sul modello oggi in vendita, che ruota comunque e sempre attorno alla piattaforma inerziale a 6 assi, ma beneficia di ABS Cornering e gestione del freno motore (EBM). L'acceleratore elettroni utilizza un sensore in più, l'APSG (Accelerator Position Sensor Grip), che ha il compito di misurare la posizione della manopola del gas.

Sul piano ciclistico cambia l'ammortizzatore di sterzo e si segnala la presenza della forcella Öhlins ERS NPX pressurizzata, che porta la dotazione della moto in questo comparto al livello della migliore concorrenza, mentre è nuovo anche il launch control. La Yamaha YZF-R1 2020 sarà disponibile da settembre 2019. Il prezzo sarà di 19190 € per la versione standard e di 25990 € per la R1M.