Nuovo percorso per il Tourist Trophy?

Nuovo percorso per il TT?

Ogni anno, alla fine del mese di maggio e l'inizio di giugno,  sull‘Isola di Man, si corre l'oramai leggendario, Tourist Trophy, ai più, conosciuto come TT. La location è a dir poco mozzafiato, sia per gli spettatori che per i piloti. Si tratta del circuito stradale dello Snaeffel Mountain Course, lungo ben 60.720 chilometri. Percorso, che si snoda tra muretti, case, cartelli stradali e mille altri pericoli. Inutile dire che il numero di morti è impressionante, i piloti rimasti uccisi durante il TT sono davvero moltissimi. Dai più, ai meno famosi. Gilberto Parlotti, Leslie Graham, William Dunlop, morto come il padre Robert ed il leggendario zio Joey. Ma non solo. Si contano decessi anche tra gli spettatori ed i commissari di percorso.


La prima edizione del TT risale al 1907, ed ogni anno le polemiche, sono sempre più dure. Pericoloso, difficile, controverso, ma adrenalinico come null'altro al mondo.
Ogni anno qualcuno cerca di boicottarlo, screditarlo, cancellarlo definitivamente. Per l'edizione 2020, si parla addirittura di modificare o addirittura cambiare il percorso. Andrew Jessopp, consigliere comunale, si fa portavoce delle molteplici lamentele dei cittadini dell'Isola di Man, proponendo alcune modifiche. Pare che abbia già discusso l'ipotesi, con il Dipartimento delle Infrastrutture trovando pareri favorevoli. I residenti ringraziano il consigliere. Avere la strada libera dal traffico e dai vari contrattempi creati dalla corsa, sarebbe una manna dal cielo.
Andrew Jessopp, ed alcuni residenti che lo incoraggiano, non hanno però tenuto conto della ricaduta economica che la modifica, potrebbe avere su tutta l'Isola. Il TT porta soldi, tanti. E' pronto a rinunciare a tutto ciò? E noi, spettatori ed amanti della Road Races più famosa di sempre, siamo pronti a vedere modificato il tracciato? Non penso che la soluzione proposta sia delle più sagge. Si parlerebbe di  deviare le moto, su una strada, attualmente sottopassaggio ferroviario, larga soltanto, tre metri. Anche apportando le dovute modifiche, la proposta, resta decisamente Kafkiana.


Noi spettatori, nel mentre, ci auguriamo che ci siano sempre meno morti e che il Mountain continui a regalarci emozioni uniche.

Ph. Fonte Web