Prova Benelli TRK 502

C’è un adagio, tra il popolo dei motociclisti italiani, che suona più o meno così“… se non hai almeno 150 cavalli sotto il sedere, non stai guidando una moto!” Per capire se questo corrispondesse a verità, siamo andati in quel di Pesaro per testare una delle più interessanti novità del segmento delle medio-piccole cilindrate, la Benelli TRK 502. Presentata in versione prototipo ad EICMA 2015, è stata mostrata, in veste definitiva, nell'edizione dello scorso anno della fiera milanese.

Dopo la famiglia BN, il new deal dell'azienda marchigiana, acquisita nel 2007 dal gruppo cinese Q.J. passa per questa adventure-tourer, la quale condivide la meccanica con quella che sarà un’altra new entry della casa di Pesaro, il Leoncino, che verosimilmente vedremo in strada nei prossimi mesi.
La formula è quella che rispecchia il trend di downsizing per alcuni settori del mercato, trainati dall’interesse per le due ruote dei mercati emergenti, a cui la TRK 502 strizza l’occhio senza nascondersi. Lo fa ambendo anzi al ruolo di world-bike, così come già avviene per la BN 302, piazzatasi nella top-20 delle moto più vendute in Italia nel 2016, oltre che “piccola” stradale in assoluto più venduta nel nostro paese.

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COM’E’

La nuova nata del marchio di Pesaro coniuga estetica da maxi a costi, sia di acquisto che di esercizio, da piccola. I designer Benelli hanno seguito i moderni stilemi, per quanto riguarda le adventure-tourer, che impongono un frontale importante ma profilato, dove fa mostra di sé l’ormai immancabile becco, eredità ancestrale di quella Suzuki DR 750 Big che ha segnato per sempre il segmento ed il doppio faro, elemento oggi distintivo di quelle che un tempo venivano definite enduro stradali.

Luci di posizione, indicatori di direzione e fanale posteriore a LED sono di serie, così come i paramani ed una presa USB, elementi che fanno capire come a Pesaro abbiano voluto realizzare una moto economica, ma non in economia. La riprova di questo è anche data dalla presenza di una forcella anteriore a steli rovesciati da ben 50 mm e da un doppio disco anteriore da 320 mm di diametro con pinze a 4 pistoncini.

Nella vista laterale fa sfoggio di sé il telaio tubolare in acciaio, un classico della casa del leone, oltre ad una spaziosa sella a doppio livello, i supporti per le valigie laterali, realizzati da GIVI ed anch’essi di serie, il generoso serbatoio del carburante (da 20 litri) ed il parafango, fissato ai tubi del forcellone posteriore. 

A conferma della vocazione stradale della Benelli TRK 502, lo scarico basso (omologato Euro 4) che si trova sul fianco destro della moto, con il terminale posto sotto al motore. Proprio quest’ultimo rappresenta una novità, per la casa pesarese. Si tratta di un bicilindrico in linea di 499,6 cc, completamente progettato ex-novo e caratterizzato da distribuzione bialbero, iniezione elettronica e raffreddamento a liquido.

Nell’ottica di offrire un mezzo adatto a tutti, Benelli ha scelto una versione unica del propulsore, in grado di erogare 35 kW a 8500 giri, alias 47,6 cavalli, valore che consente alla TRK 502 di essere guidata anche ai possessori di patente A2. La coppia erogata è di 46 Nm a 6000 giri, mentre il cambio è a sei rapporti, con trasmissione finale a catena.

L’impianto frenante, oltre al già citato doppio disco anteriore, si affida ad un disco posteriore da 260 mm, con l’ABS, di serie, che è realizzato da Bosch. Il comparto sospensioni prevede, come detto, all’anteriore una forcella upside-down con steli da 50 mm ed escursione di 135 mm, mentre al posteriore è presente un monoammortizzatore capace di una escursione di 145 mm. Manca il pomello di regolazione rapida.

I cerchi sono entrambi da 17 pollici, con canale da 3,5” all’anteriore e da 4,5” al posteriore e calzano, rispettivamente, pneumatici 120/70 e 160/60. Esiste un’alternativa per entrambi, che prevede, anteriormente, un cerchio da 19” con canale da 3” ed abbinato ad una gomma 110/80, mentre posteriormente resta da 17”, ma con pneumatico 150/70 su cerchio con canale da 4,25”. Queste ultime due misure prefigurano anche quella che sarà la dotazione della versione più votata all’off-road della TRK 502, attesa per l’estate.

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IN SELLA

L’accesso è semplice, per via della altezza da terra della sella di soli 800 mm. Complice il ridotto ingombro laterale del corpo moto, l’appoggio a terra di entrambi i piedi è agevole anche per chi non è propriamente un gigante. La triangolazione con pedane e manubrio permette una posizione di guida comoda, prettamente turistica, con il busto dritto ed un carico sui polsi ridotto al minimo indispensabile. La possibilità di regolare la distanza tra manubrio e sella attraverso la variazione dell’inclinazione rende giustizia ai piloti di ogni statura e fa il paio con il cupolino in plexiglass, che assicura adeguata protezione dall’aria.

La strumentazione, con il contagiri analogico ed il resto digitale, a partire dal tachimetro, ha nella funzionalità il suo punto di forza. I dati sono immediatamente tutti disponibili e la leggibilità, anche per la parte a cristalli liquidi resta su buoni livelli anche con il sole che investe il display. I due pulsanti servono a cambiare la visualizzazione del contakm da totale a parziale, ad azzerare quest’ultima modalità e a disinserire l’ABS.

SU STRADA

Se credete che meno di 50 cavalli, su una moto lunga 2211 mm e pesante 213 kg a secco, possano rendere l’insieme un qualcosa di cui ci si stanca subito, avete sbagliato di grosso. Il bicilindrico Benelli fa ben più del suo onesto lavoro. Elettrico ed in grado di riprendere, in qualunque marcia in cui si trovi, da meno di 2000 giri, ovviamente non promette un tiro da maxi, ma ha grinta sufficiente a togliersi d’impiccio in ogni situazione, perdonando anche una uscita di curva fatta con un rapporto più lungo del dovuto.

Poco sotto i 5000 giri si ha un cambio di erogazione, con l’unità della casa pesarese che modifica la sua tonalità allo scarico, divenendo piacevolmente aggressiva, senza però risultare rumorosa o fastidiosa. Con questo motore non serve tirare le marce a limitatore, dal momento che la sua fluidità e progressione consentono di snocciolare i rapporti in rapida sequenza, secondo quella che, nonostante la cubatura relativamente contenuta, alla fine risulta più una guida di coppia che di potenza,.

Il propulsore fa la sua parte, ma il telaio non è da meno. Grazie anche ad un ottimo bilanciamento, la TRK 502 è uno spasso da guidare nel misto, dove quelli che diventano 235 kg in ordine di marcia e che si sentono solo ed esclusivamente nelle manovre da fermo, per magia spariscono, regalando divertimento a piene mani, a patto di utilizzare una guida rotonda e pulita, facendo scorere la moto anche quando il ritmo si alza e la successione delle curve diventa rapida.

La taratura delle sospensioni è tendente al moderatamente rigido per l’anteriore, mentre al posteriore, sono conentiti discreti margini di personalizzazione. In questo caso la scelta è stata quella di utilizzare una regolazione piuttosto sostenuta. Teatro della prova sono state le colline marchigiane tra Pesaro ed Urbino, dove curve e salite non mancano, terreno ideale per saggiare tutte le caratteristiche dinamiche di una moto come questa, dotata, tra le altre cose, di un cambio estremamente preciso e volutamente spaziato verso i rapporti corti.

La Benelli TRK 502 invita a piegare e divora la strada davanti a sé senza mai risultare stancante. E' come una giostra dalla quale non si scenderebbe mai. Merito anche dell'efficace cupolino, che protegge adeguatamente torace, spalle, braccia e buona parte della testa. I vortici, anche in quest’ultima parte del corpo, sono comunque limitati e mai fastidiosi. La frenata è buona e mai eccessivamente aggressiva, pur consentendo di fermare la moto in spazi contenuti. Efficace dunque e senza tracce della spugnosità, per quanto riguarda la parte iniziale della corsa della leva, tipica di altre entry-level.

Un aspetto che non dovrebbe contare, in mondo fatto di emozioni come la moto è quello dei costi di gestione, con l’indice che, inevitabilmente, punta ai consumi. Anche in questo caso i tecnici della casa pesarese hanno fatto centro, realizzando una unità in grado di percorrere agevolmente oltre 25 km/l, che si traducono in più di 500 km di autonomia. Nel corso del test, abbiamo anche fatto una prova di economy run di alcune decine di km, nei quali, senza dare manate di gas come se non ci fosse un domani, ma nemmeno viaggiando a passo d’uomo, abbiamo avvicinato, e molto, i 30 al litro, ma…  non ditelo, a quelli di Benelli! 😉

CONCLUSIONI

A chi interessa, la Benelli TRK 502? Potenzialmente a tutti. Dal neopatentato in cerca di un mezzo con il quale assaporare, insieme al passeggero, il piacere dei viaggi in moto, passando per il biker di ritorno, intenzionato a risalire in sella e che trova, in questa moto, una mezzo nuovo, anche come concezione, al prezzo di un usato. C’è poi lo smanettone incallito, che vorrebbe magari affiancare alla belva che ha già in garage, un qualcosa che gli consenta di viaggiare in due in totale relax e, last but not least, il pubblico femminile, che può identificare, nella crossover Benelli, una valida compagna di avventure.

La nuova nata del marchio del leone è la prima di una famiglia di modelli che, sfruttando un telaio, come dichiarato dalla stessa casa costruttrice, sovradimensionato per il bicilindrico di 499,6 cc di cui è dotata la moto, si espanderà, nel prossimo futuro verso l’alto con motorizzazioni di maggiore cubatura (azzardiamo il bicilindrico 750 ed il tre cilindri, forse 900, che equipaggerà la nuova TNT)  attualmente in sviluppo.

La new-entry di Benelli, la cui linea è frutto del Centro Stile dell'azienda, che opera nelle sede di Pesaro, è una moto senza dubbio riuscita, con la quale si entra da subito in sintonia e che offre contenuti difficilmente replicabili, nell’attuale panorama offerto dal mercato. La sua unica vera rivale sembra essere la Honda CB 500 X che, forse in nome del blasone della casa nipponica, paga però dazio, rispetto alla bicilindrica pesarese, per quanto riguarda alcuni aspetti della dotazione.

Il costo della moto, 5990 €, é assimilabile a quello di uno scooter di media cilindrata, con il quale però affrontare viaggi in coppia diventa un problema. Qui invece è sufficiente riempire bauletto e valigie laterali, dotando la moto magari di qualche altro optional tra quelli presenti nel catalogo del costruttore, fare il pieno nel capiente serbatoio e partire, dando il via al divertimento. Le prestazioni garantite, a dispetto dei pregiudizi che qualcuno potrebbe avere, sono ampiamente sufficienti a percorrere le strade del mondo a velocità codice ed anche oltre. Nessun limite dunque, se non la fantasia nel progettare itinerari per metterla alla prova.

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INFO

Luogo: Provincia di Pesaro-Urbino

Si ringrazia Benelli Q.j. per aver messo a disposizione la TRK 502 oggetto della prova ed i partner per l'equipaggiamento elencato di seguito.
Casco: X-Lite X702GT Ofenpass
Giacca: SPIDI Warrior Tex Jacket
Pantaloni: SPIDI J&Racing
Guanti: SPIDI STR-4
Stivali: Prexport
Protezioni: SPIDI B&C

Foto by: Corrado Belli

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