Superbike 2019: le piste più dure secondo Brembo

Ogni circuito del Mondiale Superbike nasconde insidie diverse per i freni, Brembo ci svela quali sono quelli più impegnativi. Ogni pista ha le sue particolarità: numero di curve, pendenza media e massima, lunghezza dei rettilinei, ondulazioni e tipologia di asfalto utilizzato. ​ L’unica costante è la lunghezza delle gare, compresa da regolamento fra 85 km e 110 km. L’impianto frenante è condizionato anche dalla temperatura dell’aria e dell’asfalto e dalle condizioni meteo, esistono infatti piste in cui i freni sono sottoposti a maggiori stress ed altre in cui sono poco sollecitati.​

Capire quali tracciati appartengono alla categoria dei poco o molto stressanti per i freni non è facile e non ci si può basare esclusivamente sulla velocità. Nel 2018 il miglior tempo sul giro nella Gara1 di Phillip Island aveva una velocità media quasi identica a quella di Buriram: 175,90 km/h in Australia, 175,10 km/h in Thailandia. Eppure il primo tracciato stressa molto poco i freni, mentre il secondo sollecita tantissimo l’impianto frenante.​​ Anche il numero delle frenate effettuate su ogni pista è un dato poco attendibile per giudicare quanto viene messo alla frusta l’impianto frenante. Ad esempio, a Losail i piloti si attaccano ai freni in 13 delle 16 curve della pista mentre a Donington solo 7 volte ogni giro. Contrariamente ad ogni previsione, però, il circuito britannico è molto stressante per i freni rispetto a Losail.

Assen ed Aragon, invece, si contraddistinguono per 10 frenate al giro ma di intensità diversa. In Olanda c’è una sola frenata lunga almeno 4 secondi, a fronte delle tre di questa durata ad Aragon, il che porta la pista spagnola ad essere molto piú stressante rispetto a quella olandese. A parità di velocità, un conto è frenare per pochi decine metri, un altro farlo per distanze molto più lunghe. Alla curva 9 di Donington e alla 6 di Assen le Superbike iniziano a frenare a velocità simili: 273-282 km/h. Ma nel primo caso lo spazio di frenata è di 209 metri, nel secondo di 95 metri​. Di conseguenza gli impianti frenanti raggiungono temperature di esercizio molto differenti. ​Ma anche frenate di eguale lunghezza possono affaticare in modo differente l’impianto frenante, se il carico esercitato sulla leva non è lo stesso: alla curva 8 di Assen e alla curva 6 di Imola le Superbike frenano per 111 metri ma nel primo caso la pressione raggiunta dall’impianto è di 8,4 bar mentre nel secondo è di 10,6 bar. ​

Le forze in gioco in una staccata a 300 km/h non sono le stesse di una frenata a 200 km/h. Se però una pista vanta solo una frenata ad altissima velocità e le altre ad andature più contenute stressa decisamente meno i freni di un circuito con tante staccate ad alta velocità. A Phillip Island la frenata alla curva numero 1 dopo la partenza viene affrontata a 312 km/h, record per il Mondiale Superbike. Questa però resta anche l’unica frenata del tracciato australiano ad essere affrontata ad almeno 230 km/h.​ ​Ad Imola, invece, la frenata in cui le moto arrivano più veloci è quella alla Variante del Tamburello, con i suoi 289 km/h. A questa se ne aggiungono altre 5 con staccate da oltre 235 km/h. Ciò spiega perché il circuito italiano surclassi come difficoltà quasi tutte le altre piste del Mondiale Superbike. ​

I tecnici Brembo hanno tenuto conto di tutte queste variabili e di altre più difficili da quantificare per classificare l’impegno richiesto agli impianti frenanti dai 13 circuiti del Mondiale Superbike 2019​. Per l’occasione è stata usata una scala da 1 a 5, dove al valore più basso corrisponde un coinvolgimento modesto per i freni. Assen e Phillip Island risultano le piste meno stressanti per i freni a differenza di Buriram, Imola e Donington che hanno ottenuto il punteggio massimo.