Superbike, Magny-Cours 2017: Rea vince Gara-1 ed è campione del mondo

E' finita. Il mondiale Superbike 2017 si chiude in Gara-1 a Magny-Cours, con la dodicesima vittoria stagionale di Johnny Rea che, con la sua Kawasaki ZX-10RR numero 1, si è laureato campione per la terza volta consecutiva, primo nella storia della top class delle derivate di serie. Il week-end francese era iniziato nei migliore dei modi, per il pilota di Ballymena, sempre primo, sia nelle prove libere che nelle qualifiche e che ha dominato la corsa.

Autore di uno start perfetto, ha iniziato a macinare giri veloci a raffica, senza che la sua leadership fosse in discussione. Così, mentre tutti gli altri arrancavano, alle prese con un grip che sembrava non esserci e scivolate che invece erano dietro l'angolo non solo in curva, ma anche sul dritto, per via delle differenti condizioni di bagnato del circuito francese, la Ninja numero 1 filava via come un razzo, quasi che un secondo prima di passare con la gomma anteriore sull'asfalto, un phon asciugasse la traccia.

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Il risultato è stato un arrivo in totale solitaria, così come tutta la gara del resto, con oltre 16 secondi di vantaggio su un Marco Melandri che, partito dodicesimo, ha via via saltato tutti i piloti che lo precedevano, per andare ad infilare in extremis Tom Sykes, secondo dalla tornata numero tre fino all'ultima, non senza aver fatto, con l'inglese in sella all'altra verdona ufficiale, una battaglia dura, ma sempre corretta.

Dal canto suo, il pilota di Huddersfield raccoglie un altro podio, che ha però una sapore diverso dagli altri, visto che ha corso con un dito operato nemmeno due settimane fa a seguito di una frattura, oltre ad avere anche delle microfratture al polso. Il terzo posto di oggi da al numero 66 una ulteriore spinta verso la conferma quale vice-campione del mondo, anche se Chaz Davies non è molto d'accordo, nonostante la parziale battuta d'arresto di oggi.

Alle spalle dei primi tre troviamo un incredibile Leon Camier, sulla MV-Agusta F4. Se è vero che il bagnato mitiga le differenze, specie a livello di potenza e velocità massima, tra le moto, è altrettanto vero che l'inglese guida la 4 cilindri varesina come forse nessun altro, con il risultato di portare la moto di Schiranna al 4° posto finale, non senza aver avuto, a tre quarti di gara, l'idea di salire sul podio.

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Dietro di lui Alex Lowes, con una Yamaha che è sempre a ridosso dei primi, ma a cui manca forse ancora uno step per poter almeno insidiare stabilmente la Ducati quale seconda forza del mondiale. L'inglese in sella alla R1M ha preceduto la Aprilia Milwaukee di Eugene Laverty, l'altra RSV4 (ma del team Ioda Racing) di Tati Mercado (partito dalla seconda casella in griglia), Davide Giugliano (Honda) il quale, con il suo ottavo posto, ha riportato un po' di ottimismo nel team Ten Kate.

Michael van der Mark (Yamaha Pata), scivolato nella prima parte della gara causando la caduta anche dell'incolpevole Xavi Forés (poi ritirato), è riuscito a raggiungere il nono posto finale, davanti a Chaz Davies. Il gallese della Ducati, in palla per i primi due giri, ha poi avuto a che fare con problemi, di elettronica o di gomme, che hanno reso difficoltosa da guidare la sua Panigale R, che sembrava imbizzarrita in staccata, in accelerazione, sul dritto ed in percorrenza.

Fuori dalla top-10 Lorenzo Savadori (Aprilia Milwaukee), undicesimo, così come Raffaele De Rosa (BMW Althea) tredicesimo, poi Riccardo Russo (Kawasaki Pedercini) quindicesimo ed Alessandro Andreozzi, giunto diciassettesimo con la Yamaha del team Guandalini. Oltre a Forés, l'unico ritiro è stato quello di Jake Gagne, con la seconda delle Honda Fireblade.

Concluso il mondiale 2017 per quanto riguarda il vincitore, resta aperta la corsa alle posizioni dalla seconda in poi, in primis per quanto riguarda lasfida tra Sykes e Davies, oltre a tutto quanto riguarda le conferme dei piloti per il prossimo anno. In più, si sta definendo il regolamento 2018, non senza polemiche, per la volontà di penalizzare la Kawasaki e livellarne verso il basso le performance, ma questa è un'altra storia e ne parleremo prossimamente. Nel frettempo, occhi puntati su Gara-2 di domani, dove Rea, senza più nessuna pressione derivante dal campionato, potrebbe regalare nuovo spettacolo come avvenne l'anno scorso a Losail.

Superbike, Magny-Cours 2017: risultati Gara-1

1    REA Jonathan    Kawasaki ZX-10RR
2    MELANDRI Marco    Ducati Panigale R    16.316 
3    SYKES Tom    Kawasaki ZX-10RR    16.666 
4    CAMIER Leon    MV Agusta 1000 F4    22.133 
5    LOWES Alex    Yamaha YZF R1    41.210 
6    LAVERTY Eugene    Aprilia RSV4 RF    > 1' 
7    MERCADO Leandro    Aprilia RSV4 RF    > 1' 
8    GIUGLIANO Davide    Honda CBR1000RR    > 1' 
9    VAN DER MARK Michael    Yamaha YZF R1    > 1'     
10    DAVIES Chaz    Ducati Panigale R    > 1'     
11    SAVADORI Lorenzo    Aprilia RSV4 RF    > 1' 
12    RAMOS Román    Kawasaki ZX-10RR    > 1'     
13    DE ROSA Raffaele    BMW S 1000 RR    > 1'     
14    TORRES Jordi    BMW S 1000 RR    > 1' 
15    RUSSO Riccardo    Kawasaki ZX-10RR    1 LAP     
16    JEZEK Ondrej    Kawasaki ZX-10RR    1 LAP     
17    ANDREOZZI Alessandro    Yamaha YZF R1    1 LAP     
18    WEST Anthony    Kawasaki ZX-10RR    1 LAP 
RT    GAGNE Jake    Honda CBR1000RR     
RT    FORÉS Xavi    Ducati Panigale R 

Superbike, Magny-Cours 2017: Le dichiarazioni dei primi tre

Jonathan Rea: "E' una sensazione incredibile. Vogliono ringraziare tutti, la mia squadra, gli uomini Kawasaki in Giappone, la mia famiglia, mia moglie ed i miei figli per tutti i sacrifici fatti per arrivare fino a questo momento. Da quando ero bambino era un sogno diventare campione del mondo una volta, ma diventarlo due ed adesso adirittura tre è davvero pazzesco".

Marco Melandri: "Era difficile. All'inizio c'era poco grip, poi è migliorato, ma è peggiorato nuovamente in altri punti ed ancora migliorato in altri dove c'era la traccia asciutta. Il podio è stato importante, ho fatto pochi km sul bagnato con la moto. Complimenti ai ragazz della squadra ed adesso dobbiamo guardare avanti".

Tom Sykes: "L'operazione è stata sole due settimane fa. Ho corso con due dita rotte e la mano rotta. pensavo fosse impossibile essere qui ed ancorsa di più riuscire ad arrivare sul podio. Condizioni molto difficili. Con Melandri è stata una bella battaglia. Congratulazioni a Johnny e alla Kawasaki. Domani sarà asciutto e ci sarà la possibilità di migliorare il risultato di oggi".