Supersport 600: Lucas Mahias, l’eroe di Portimao

Sarebbe troppo facile, nel raccontare quanto accaduto nel week-end di gara di Portimao appena conclusosi, iniziare dalla classe più famosa, la Superbike, perché ieri sul circuito portoghese è stata scritta una piccola grande pagina di storia del motociclismo sportivo ad opera di Lucas Mahias che, in Supersport, è stato in testa dal secondo giro, ma ha visto svanire tutto in modo più che rocambolesco.

Partito dalla pole, il francese transita, al primo passaggio, dietro a Jules Cluzel, che aveva sorpreso tutti allo start. Nel corso della seconda tornata, il campione del mondo WSS in carica si riporta davanti, per non lasciare più la posizione. All'ultimo giro Mahias è primo sulla linea del traguardo, ma la striscia nera di pneumatico che si lascia dietro, oltre agli ondeggiamenti anomali della moto nel curvone che immette sul rettilineo di Portimao, fanno capire che il francese ha la gomma posteriore bucata.

Mestamente, l'ex-pilota endurance che nel 2016 ha corso con il team Yamaha GMT 94, accosta, appoggiando la sua YZF-R6 sul muretto di destra, verso il fondo dei 965 metri del dritto dell'Autodromo Internacional do Algarve, lasciando campo libero al compagno di squadra Federico Caricasulo e disperandosi per essere arrivato a meno di 4,5 km dalla vittoria. La fine gara non sarà però data dalla bandiera a scacchi, ma dall'esposizione della bandiera rossa a causa di una caduta che ha coinvolto Hartog e Quero Martinez.

In casi come questi, con già completati i due terzi dei giri previsti, la corsa può essere dichiarata conclusa dalla direzione gara, che così infatti fa. Lucas Mahias in quel momento è il vincitore. Deve però, secondo il regolamento, rientrare nella corsia box e per farlo ha cinque minuti di tempo. Il pilota di Mont-de-Marsan, si rimette i guanti che nel frattempo si era tolto, risale in sella e, dopo quello fatto poco prima a suon di giri veloci, da inizio alla seconda parte del suo show.

Quattro km e mezzo in 5 minuti a Portimao sono normalmente uno scherzo, per un pilota del mondiale Supersport, a patto che la moto sia a posto. Non vale certo la stessa cosa se la gomma posteriore è a terra, perché significa comunque andare a 54 km/h di media. Ma di questo Mahias non se ne preoccupa. Con la sua R6 che si intraversa ad ogni minima apertura del gas o cambio di direzione, il francese cammina, nei limiti del possibile, spedito verso i box e verso quella che sarebbe la sua quarta vittoria di categoria.

A causa delle condizioni impossibili nelle quali è costretto a guidare, visto che viaggia praticamente sul cerchio, cade a terra una prima volta, ma si rialza e prosegue. Cade ancora, con la moto che si gira di 180 gradi rispetto al senso di marcia, ma Mahias ormai vede rosso ed ha una sola missione da portare a termine, entrare ad ogni costo con quella moto ai box. Rimonta un'altra volta in sella e riparte, con la povera R6 che si muove sempre più di traverso e saltella ad ogni singolo giro del cerchio posteriore.

Finalmente il francese arriva all'imbocco dei box e si infila, mandando all'aria un paio di coni di delimitazione, percorre la corsia di ingresso e si ferma tra le braccia dei meccanici del suo team, il GRT, accolto dagli applausi degli spettatori della gigantesca tribuna dell'Autodromo portoghese. Il numero 144 è rientrato nel tempo massimo disponibile ma, purtroppo, non sarà il vincitore della gara.

Il motivo? Sul tracciato portoghese ci sono due corsie di accesso ai box. Una posta subito prima del curvone che immette sul lungo rettilineo del traguardo ed un'altra subito dopo la curva. Mahias si è purtroppo servito della prima e la manovra, da regolamento, equivale ad un taglio di circuito, cosa che ha, come conseguenza, la squalifica. A consolarlo, poco dopo, anche Jonathan Rea e Fabien Foret, che hanno reso omaggio al gesto del 29enne di Mont-de-Marsan andando nel suo box.

Il nome del francese non rimarrà negli annali dei vincitori di Portimao per quanto riguarda il 2018, ma il pilota del team GRT è stato protagonista di un episodio di generosità, tenacia e coraggio che gli appassionati di due ruote, quelli veri, ricorderanno per molto tempo. Lui, forse il più estroso tra i piloti della Supersport attuale, lo stesso che l'anno scorso aveva festeggiato il mondiale con un giro di pista con in testa un sovracasco di peluche fucsia, è un matto vero, di quelli buoni e che fanno bene al motorsport. Chapeau, monsieur Lucas!