Tandragee 100, Il ritorno di Guy Martin

Passati oramai quasi due anni dal suo addio alle road races, Guy Martin, ottiene il successo di categoria, cilindrata 1000 cc, nella gara Classic, riservata alle moto d'epoca. In sella alla sua BSA Rocket, il pilota di Grimsby, ha regalato, ancora una volta grandi emozioni. Il suo indiscusso talento, ha fatto sognare tutti i suoi tifosi che, sperano in un suo ritorno alle gare su strada.

Tracciato veloce, raramente asciutto, clima tipicamente irlandese. Strade strettissime, spettacolari ed al contempo, pericolose. Ma chi ama le corse su strada, è ben consapevole del fatto che, a volte, il pilota perde la sua battaglia. E' ancora vivo nei nostri cuori, il ricordo di Dario Cecconi, pilota di Livorno, morto il 25 aprile 2017, durante la 57esima edizione, dopo tre giorni di coma, all'ospedale di Craigavon.

Guy Martin lo sa bene, lo sapeva anche nel 2017, quando decise di dire addio alle corse su strada, dopo un incidente. "Mi sto annoiando, non amo più ciò che sto facendo, è arrivato il momento di smettere". Queste sono state le sue ultime parole, prima di appendere il casco al chiodo. Ma si sa, quelli come lui, alla fine, non riescono mai a chiudere quella porta, definitivamente.

Guy, il più amato, il più osannato, l'eroe sopra le righe, lunghe basette e viso da eterno sognatore. Sappiamo bene che tornerà presto, come sappiamo che lo rivedremo ancora percorrere le strade del Mountain.Oppure siamo noi i sognatori, e sul famoso tracciato, ora che ha una compagna ed è padre di una splendida bambina, non lo rivedremo più.  Lo ricorderemo con la sua moto nera, numero 8 sulla carena, casco AGV e occhi indemoniati. 

Tornerà a fare il meccanico, nel Lincolnshire, il papà, l'uomo. Martin, in fondo, non ha vinto come Ian Hutchinson. Non ha un cognome leggendario come Dunlop. Ha vinto "solo" undici volte l'Ulster Gran Prix. Continuerà ad allenarsi con la sua bici e realizzerà il suo sogno di arrivare in sella ad una moto, al campo base del Monte Everest. Magari lo vedremo condurre un programma televisivo o farà un cameo in un film dedicato alla storia delle gare su strada. Non ci è dato sapere cosa accadrà nel suo o nel nostro futuro.

Ma il suo nome, sarà per sempre legato al TT. 200 curve, 99 edizioni, oltre 60 km di tracciato, due Re incontrastati, Joey Dunlop con 26 vittorie e John McGuinnes con 23. Chi commette un errore, difficilmente lo potrà raccontare. Oltre 100 anni di sfide, di morte, di vita, di adrenalina, di uomini e di donne, che hanno saputo regalarci grandi emozioni.

Questo è il Tourist Trophy, queste sono le Road Races. Molti le odiano, altri le amano. La FMI, dal 2018, non rilascia nessuna autorizzazione per partecipare a manifestazioni di velocità su strada all'estero, anche se codificate su calendari internazionali FIME e FIM. 

La morte di troppi piloti, ogni anno, è sempre un tema spinoso ed un argomento controverso, difficile da gestire. Resta il fatto che, correre, sia una loro libera scelta. Allacciarsi il casco e lasciarsi guidare dall'adrenalina sia una sensazione unica ed appagante. Ed ogni motociclista, rispettando ovviamente il codice della strada, almeno una volta, nella propria vita, si è sentito un pò Guy Martin, in piega alla Ballaugh Bridge o alla Joey's.

Ph. Web