Triumph Thruxton 900 ACE – Una Cafè Racer un po’ azzoppata

Negli ultimi anni le Cafè Racer sono andate molto di moda, soprattutto tra i vecchietti come me che non pensano più solo alle prestazioni pure o alla componentistica più tecnologica presente sul mercato.

In alcuni paesi Europei queste moto spopolano anche grazie alla burocrazia più snella e intelligente rispetto a quella del nostro paese, nonostante ciò ci sono alcuni personaggi ostinati che ci provano con risultati più o meno soddisfacenti.

Una domanda mi sorge spontanea, ma non dovrebbero esistere regole europee? L'Europa ci da direttive su tutto, che lo faccia anche per il settore automotive. Pura utopia.

Mi voglio concentrare su un modello specifico, la Triumph Thruxton 900 ACE, moto uscita qualche anno fa (2014) e importata in Italia in soli 50 esemplari. Una moto di nicchia insomma, di quelle da conservare.

Rispetto alla versione standard ha ben poco di differente, in buona sostanza cambiano solo i colori, però c'è una targhetta sui riser del manubrio molto ben riuscita con la scritta "THRUXTON ACE Special Edition", inoltre la moto è accompagnata da un certificato di autenticità che la segue come un cagnolino fedele.

Ho avuto modo di studiarla e di provarla.

Si poteva fare una gran bella Cafè Racer con qualche accorgimento in più, il mio parere è invece che in Triumph abbiano scelto di mantenere alcune componenti in stile "Vintage", scelta più o meno condivisibile in base ai punti di vista, però non ho compreso perché nel 2014 siano state adottate tali soluzioni tecniche. 

Vediamo alcuni aspetti.

La strumentazione è parecchio povera, ha fanali e frecce a incandescenza al posto dei più moderni led, ha dei corpi farfallati fatti a forma di finti carburatori (con tanto di acceleratore a leva per le partenze a freddo), monta delle gommine da 125 e il freno anteriore necessita di parecchia forza sulla leva per una frenata soddisfacente.

Ora va bene l'estetica "Old Style" però sui nuovi modelli presentati lo scorso anno (la Street Twin ad esempio) hanno messo dei nuovi corpi farfallati più moderni ed entrambi i cerchi da 17 con sezione maggiorata e l'ABS, se l'avessero fatto anche sulla precedente versione non avrebbero sbagliato.

La cosa che secondo me stona di più sono i cerchi: 3.5 x 17 al posteriore con gomma da 130/70 e 2.5 x 18 all'anteriore con gomma 100/80, nessuna altra misura omologata, nonostante sia palese che anche le scimmie del Madagascar monterebbero al volo gomme e cerchi differenti.

Nel nostro paese non si può, o meglio, se sei un masochista della burocrazia con tempo da perdere, con impegno e pazienza forse si potrebbe anche, ma non lo fa quasi nessuno, ci si infila in un labirinto quasi senza via d'uscita.

Ma veniamo ai pregi, la moto esteticamente ha il suo fascino, lo stile anglosassone spicca da tutti i bulloni, la linea con gli scarichi di serie è elegante, la sella ben fatta e il codino riprende lo stile degli anni in cui i motociclisti inglesi si ritrovavano davanti all'Ace cafè di Londra.

La prima impressione è che sia pesante, anche muoverla da fermo non è proprio agile ma dopo averla provata posso affermare che da guidare è piacevole se non hai grosse pretese, il suo terreno ideale è l'extraurbano di collina, si fa guidare con dolcezza e trasmette piacevoli sensazioni.

Le sospensioni assorbono bene le sconnessioni delle pessime strade Italiane, naturalmente non sono fatte per guidare come su una sportiva ma le ho trovate adatte alla moto su cui sono montate.

Il motore ha una buona coppia, poco allungo e una discreta potenza, ha solo 5 marce ma non si sente la mancanza della sesta anche perché sopra i 120 km/h l'aria da fastidio, sarebbe utile un bel cupolino, come quello che hanno fatto per la nuova 1200 R.

La volete sapere una cosa? Questa Triumph Thruxton 900 ACE mi piace, ed è per questo che ho deciso di comprarla.

Nel frattempo penso e studio la possibilità remota di renderla guidabile come piace a me, sostituendo le parti che ho nominato prima.