Yamaha: In arrivo un bicilindrico turbo?

Solo una richiesta di brevetto non garantisce che il progetto presentato raggiungerà mai la produzione, ma l'esistenza di questi disegni, che mostrano un bicilindrico parallelo Yamaha turbocompresso, dimostrano che l'azienda ha dedicato tempo e risorse per lo sviluppo di tale motore. Provenendo dal team di ingegneri che ha sviluppato la MT-09, moto che ha indubbiamente portato fortuna all’azienda giapponese, si nota come la base del progetto si fondi proprio sullo stesso contenuto della sostituta della FZ8.

Scavando più a fondo si nota come, nonostante il motore assomigli al tre cilindri, 847 cc della MT-09, il design si basi in realtà su di un motore bicilindrico più piccolo. Più piccolo anche del gemello parallelo da 689 cc della MT-07, si intuisce, infatti, una cilindrata di 565 cc che avvicinerebbe molto il propulsore ai 588 cc della concept bike Suzuki Recursion Turbo presentata nel 2013.

I brevetti registrati si concentrano maggiormente attorno alla progettazione del turbocompressore e del convertitore catalitico rispetto ad altri dettagli della moto. Vengono mostrati, infatti, due layout distinti, uno più convenzionale dell'altro.

Il primo design, quello convenzionale, è molto simile alla sopracitata Recursion. I collettori di scarico dei due cilindri si fondono in uno solo poco dopo l'uscita dalla testa, convogliando il gas in un turbocompressore montato in basso di fronte ai cilindri. Il convertitore catalitico è posizionato sotto la parte anteriore del motore e l'aria compressa di aspirazione dal turbo scorre verso un intercooler prima di essere convogliata ai corpi farfallati.

Il layout più innovativo è contraddistinto da un turbo montato ancora più vicino alle bocche di scarico e invertito in modo che il suo corpo principale sia all'altezza della testata del cilindro. Ciò significa che il convertitore catalitico può essere montato quasi verticalmente davanti ai cilindri piuttosto che al di sotto del motore. Il vantaggio di questa conformazione è che si riscalderebbe il catalizzatore più velocemente, migliorando le prestazioni delle emissioni a freddo.

In termini di prestazioni, non c'è alcuna indicazione su quali siano le velleità di Yamaha. È noto che il concetto originale su cui si basava la Recursion di Suzuki era orientato a migliorare il risparmio di carburante e le emissioni piuttosto che la potenza assoluta. Tuttavia, i brevetti di Suzuki da allora hanno rivelato che lo sviluppo della moto si è spostato verso un design dalle prestazioni più elevate, con un gemello DOHC che sostituiva il progetto SOHC del progetto originale e voci di un conseguente aumento di cilindrata a circa 700cc.

Il design Yamaha, basato sull'architettura del motore MT-09, presenta anch’esso una testata DOHC, ed è probabile che rimuovendo un cilindro e un terzo della capacità dal propulsore ed aggiungendo un turbo, il risultato potrebbe essere quello di ottenere facilmente un livello di prestazioni simili a quelle della MT-09, offrendo al contempo notevoli miglioramenti in termini di consumi ed emissioni.

Vale la pena notare che questi primi progetti rappresentano l’inizio dell’interesse per la tecnologia turbo da parte di Yamaha. I suoi rivali giapponesi, negli ultimi anni, sono stati molto più attivi nello sviluppo di moto potenziate, basti pensare ai modelli H2 della Kawasaki per non parlare della tanto attesa riedizione della Suzuki Katana (modello di produzione basato sulla oramai nota Recursion). Per ampliare l’orizzonte riguardo i progetti di motori sovralimentati la Suzuki, mantenendo un profilo bassissimo, ha depositato brevetti riguardanti progetti sia di bicilindrici a V che di 4 cilindri in linea turbocompressi, mentre Honda, pur nella più completa segretezza avrebbe registrato diverse domande di brevetto “turbobike”, tra cui un bicilindrico parallelo turbocompresso basato sul motore NC750 ed un bicilindrico a V sempre con l’aggiunta di turbocompressore.

Perché Turbo?

Il rinnovato interesse per la sovralimentazione negli ultimi anni arriva grazie al rafforzamento delle norme sulle emissioni in tutto il mondo, non solo per le auto, ma anche e soprattutto per le moto. L'induzione forzata consente agli ingegneri di ottenere una maggiore potenza da un motore più piccolo, fornendo un miglior consumo ed emissioni minori durante le accelerazioni parziali fase in cui le moto trascorrono la maggior parte del loro tempo durante la marcia.

In passato, i turbo hanno rappresentato un problema in termini di guidabilità soprattutto per le moto dovuto al ritardo tra l'apertura dell'acceleratore e l'aumento di spinta. Oggi, l'elettronica moderna dovrebbe essere in grado di eliminare in larga misura questo problema, e l'esplosione del numero di automobili turbo di piccola cilindrata sul mercato significa che i fornitori di turbo sono in grado di offrire turbocompressori moderni ed efficienti di dimensioni molto contenute. La strada sembra promettente! Restiamo in ascolto.